Fuori Dolcenera e Gemelli Diversi Prove di vittoria (o di sconfitta)DI MARINELLA VENEGONI

Fuori Dolcenera e Gemelli Diversi Prove di vittoria (o di sconfitta)

Francesco Renga non può vincere, perché sarebbe come dire che tutti i Festival guidati da Paolo Bonolis vengono vinti da Francesco Renga. Ma nemmeno Marco Carta può vincere: lui, figlio di «Amici», farebbe il trionfo di quella famosa Raiset che ognuno a parole si affretta a negare. Infine, non può vincere Dolcenera, perché non è da vittoria una non-canzone così discotecara come la sua, e poi è stata pure esclusa, con i Gemelli Diversi, in questa serata dove a contare è stato soprattutto il voto dei professori dell’orchestra.

Indipendentemente dalla qualità dei pezzi (com’è noto, del tutto irrilevante) sono questi i ragionamenti delle ultime ore, alla vigilia della proclamazione della canzone regina del Sanremone 2009: i nomi di Renga e Carta (e fino a ieri Dolcenera), girano infatti vorticosamente sui tavoli dei bookmaker e presso chi non ha nulla di meglio da fare.

Ormai, in fondo, una vittoria al Festival conta meno di zero: sia ai fini delle vendite (perché non si vende più), sia ai fini della celebrità perché (come insegna il caso del «Colpo di Fulmine» 2008, Lola Ponce e Di Tonno) se il Televoto (o chi per esso) sbaglia cavallo, l’effetto è uno sconfortante silenzio, peggio della Miss Italia più scrausa, e subito dimenticata. Però, vincere è sempre meglio che essere eliminati: e se qualche certezza c’è, nella kermesse che volge alla fine, è proprio legata al fatto che tutte le canzoni giudicate le migliori dalla critica musicale sono allegramente uscite dalla competizione: personaggi non certo legati a un immaginario di destra, come Afterhours, Tricarico e Nicky Nicolai con il marito Di Battista, hanno ormai preso la strada di casa.

E’ rimasta in gara, fra i nomi circondati di un certo rispetto, Patty Pravo. E potrebbe essere lei quella che, vincendo, toglierebbe tutti dagli impicci: essendo popolare sia fra i giovani che fra gli anziani, è la più presentabile; la sua canzone ha un indubbio fascino. Si è poi notato che con il passare delle serate stona sempre di meno: potrebbe pure finire spericolatamente l’ultima esecuzione tutta d’un fiato. Dietro di lei, non è detto che non occhieggi Masini: certo come brano il suo non è un gran biglietto da visita per il nostro Paese («E’ un paese l’Italia/che ci ha rotto i coglioni»), ma almeno suonerebbe sincero.

Il Sanremone 2009 ha mostrato che c’è ancora nelle case una grande voglia di musica, a patto di poterla ascoltare da chi la sa fare, ma che per comprensibili motivi disdegna la gara: l’affiancamento di Big a ragazzi in carriera, compiutosi giovedì sera, ha dato spettacolo e fa ben sperare, a parte le polemiche sulle raccomandazioni (un’altra battaglia persa nel paese reale). La Fimi, associazione dei discografici, sempre protestataria con Baudo, ha taciuto con Bonolis perché vede aprirsi un percorso che porta alla sola gara dei debuttanti, e per il resto liberi tutti sul palco dell’Ariston. L’anno prossimo, intanto, rintoccheranno i 60 anni della kermesse: saranno inevitabili le celebrazioni, e niente di più facile che a officiare sia chiamato – grande novità – il decano per eccellenza ancora in servizio, sir Pippo Baudo.

Fuori Dolcenera e Gemelli Diversi Prove di vittoria (o di sconfitta)DI MARINELLA VENEGONIultima modifica: 2009-02-21T08:29:25+00:00da vincentgraffiti
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